Recensioni che parlano di noi #Tre #family @FilCosentino

6 Lug

Antefatto

Quando è stato il momento di definire il libretto del disco Tre di Filippo, c’era ancora un po’ di perplessità sulle note di copertina. La realtà è che questo progetto era così intimo che qualunque “intervento esterno” sarebbe alla fine un po’ parso un’intrusione. Un disco nato nella nostra prima estate a tre, in pomeriggi in vacanza ad ascoltare e riascoltare le nuove composizioni di Filippo, come se ci fosse uno scambio continuo fra vita e musica, non è un cd qualsiasi perché c’è dentro la nostra nuova, bellissima famiglia.

Così hanno pensato bene di chiedere a me di cimentarmi con queste note di copertina. Idea bizzarra: quando mai si è visto che le scriva la moglie? Eppure la cosa aveva a modo suo un senso logico in base a quello che vi ho appena raccontato. Ce l’ho messa tutta, consapevole che, a differenza di quello che scrivo di solito ogni giorno, come dire, ricade solo su di me, mentre stavolta c’era di mezzo non solo mio marito ma anche mia figlia, la terza del “trio”: le due persone più importanti della mia vita.

Fatto

In questi giorni stanno uscendo le prime recensioni e… beh, ci sono anch’io, ci siamo noi. Emozione nuova e sconfinata.

Tre è un’opera d’arte. Perché ti prende e ti porta con se. Perché ti prende e ti lascia volare. Perché ti racconta storie e te ne fa vivere altre. Perché le note di copertina commuovono lasciando intuire qualcosa. Perché ti costringe ad ascoltare il disco come una volta. Tu e la musica. Un disco audace, come non ne sentivo da molto tempo. Che unisce tradizione e modernità, emozioni e tecnica (a proposito, si sente benissimo), passione e dedizione, coraggio e visione. Non perdetelo se avete ancora voglia di emozionarvi!

Potete immaginare che tuffo al cuore leggendo queste parole di Emiliano Girolami su Chitarre. E non solo e non tanto per il fatto che il critico si sia accorto delle mie note ma… per tutto il resto, diciamo.

Poi oggi arriva anche la recensione di Patrizia Marinelli su Guitar Club di luglio/agosto, che anch’essa ci cita, la principessa ed io… cioè la figlia Prisca e la moglie Adriana. Beh, per me questo non è un disco normale, non sono recensioni come tutte le altre. Ogni volta qui c’è un brivido.

E niente, se vi per caso vi fosse venuta la curiosità di ascoltare Tre, qui c’è il link allo shop.

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Incontro 

19 Giu

Qualche tempo fa ho avuto la fortuna di un incontro casuale con una ragazza nigeriana, che mi ha fatto una piega in un centro commerciale che non frequento quasi mai. La fortuna sta nel fatto che lei abbia risposto a un paio di mie domande, da quanto è in Italia, se le piace. “Prima è stata dura”. Quando vivevi in Nigeria? Quando è arrivata qui: “la gente non parla bene inglese, io non sapevo niente di italiano.” Ecco, l’ho immaginato. Una ragazzina, poco più che bambina, in un Paese dove non può comunicare. Una sfida vinta dal suo sorriso ma che sfida. Che sfida bisogna vincere a volte per sbarcare ‘sta vita? Mai dimenticare. Soprattutto per comprendere che sfida stanno compiendo gli altri. E un pochino anche per trovare il coraggio di continuare a portare avanti la nostra sfida.

Lettera di una mamma cristiana a sua figlia #gay #lgbt #Orlando

13 Giu

E oggi sono qui, dopo tanto tempo, a scrivere nuovamente su questo blog ormai semi abbandonato. È il dolore che mi spinge a scrivere questa lettera a mia figlia, il dolore per la strage di Orlando, unito alla speranza in un futuro migliore per tutti. Così, eccomi qui, come sempre con semplicità, con le parole così come vengono fuori, a riflettere su un argomento che mi frulla in testa da un po’, e che ha scelto proprio questo momento per venire fuori. Come potete immaginare sono ben consapevole di quale sia la matrice della strage di Orlando ma non è di questo che voglio parlare. Questo evento in questo momento è per me solo lo spunto per condividere con voi una riflessione che ho in mente e che mi coinvolge in modo molto più intimo, perché riguarda me, la mia famiglia, mia figlia e la mia fede.

“Carissima Prisca,

Mia preziosa principessa, hai appena compiuto 16 mesi e stai giocando qui davanti a me con un bel gioco di sirenette, nella tranquillità della tua cameretta. Come ogni mamma spesso mi ritrovo a pensare al tuo futuro e l’unica cosa che ho tanto bisogno che tu sappia è questa: noi ti accetteremo, qualsiasi sarà la direzione del tuo amore. Tuo padre ed io ti accetteremo, sempre.

Sono nata cristiana, sono stata battezzata, ho ricevuto i sacramenti fino al matrimonio. Tuo papà ed io abbiamo scelto di sposarci in chiesa e di battezzarti. Da quando sei nata non posso fare a meno, però, di trovare stonate certe posizioni nell’ambito della Chiesa cattolica, di cui facciamo parte, e di molti fedeli: ho da sempre, infatti, la netta sensazione che Gesù avrebbe non solo accolto fra i suoi gli omosessuali, così come sono, ma avrebbe voluto per loro la stessa felicità che è a disposizione per tutti gli altri.

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Quello che voglio dirti è che in qualunque caso tu sarai sempre accolta e amata dalla tua famiglia, indipendentemente da chi amerai. Ma non solo: lotteremo con tutte le forze affinché tu, qualsiasi cosa ti riservi il futuro, possa godere di questa meravigliosa ricchezza di esperienze che noi abbiamo potuto avere, di questa incredibile pienezza che la vita ci ha riservato. Per te, come per tutti quelli che mi circondano indipendemente dalle loro scelte, dalla loro religione, dai loro orientamenti e dalle loro inclinazioni, voglio di più della semplice tolleranza; e non riesco nemmeno a immaginare nel tuo futuro atti di violenza come quelli che purtroppo popolano i giornali quasi ogni giorno, più o meno gravi, oppure terribili come quelli di ieri, e tanto meno per una ragione come l’amore.

E continuerò a pregare perché nel tuo futuro ci sia tutto l’amore possibile, in qualsiasi forma, e ci siano tutte le opportunità, ovunque, in ogni momento, qualsiasi sia il tipo di amore che tu proverai.

Con amore

Mamma”

I social non servono per prenotare #SMM #ristorazione #Alba #Langhe

3 Apr

Ci sono incontri così mesti che vorresti anche far sparire il ricordo e la vicenda che sto per sottoporvi per me fa parte di questi. C’è un però che mi dà comunque la sensazione che abbia un senso raccontare, ed è: nel 2016 in cui spesso mi trovo a ordinare cibo a casa con Pickeat, può un ristoratore permettersi di rispondermi su TripAdvisor che i social non servono per prenotare? Voglio dire: vorrei cogliere l’occasione di questa avvilente esperienza per riflettere sullo stato del social media marketing nella ristorazione in un contesto assai fortunato qual è quello della mia città. Dibattito.

PS omettiamo per favore la riflessione sull’atteggiamento “il cliente ha sempre torto”, perché senza pretendere che il cliente abbia sempre ragione come si diceva un tempo, credo che la base della gestione di un ristorante sia non maltrattarlo, ‘sto poraccio del cliente. Sotto questo aspetto, suppongo che la risposta del ristoratore parli da sola, così eviterò di infierire (tipo dicendo che ho rifiutato di sedermi perché era furibondo perché avevo prenotato su Facebook? Ok, mi fermo).

  
  

Buon viaggio, amica 

25 Mar

E poi arrivano i giorni in cui pensi che dovresti scrivere una lettera. Ma non sei mai stata capace, e poi in questo caso servirebbe forse un poema epico. Anni (due decenni circa) di chiacchiere, caffè, mercato, cinema, sms, dei racconti delle esperienze più importanti di due vite come si possono sintetizzare in una lettera di saluto? Così le cose vanno avanti e non scrivi né una lettera né tantomeno un poema, e forse è meglio così, le cose alla fine sono più semplici. Un saluto e un abbraccio veloce ma i mesi prima di rivedersi saranno lunghi. Non sei ancora partita è già mi manchi, amica. Buon viaggio 

 

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