Week-end: di treni e dell’incontro con Alan Bonner

Il mio “vero” fine settimana è cominciato sabato mattina. Sono salita sul regionale delle 7 per Torino e ho trascorso un’ora gradevolissima in compagnia di due sorelle paoline dirette al Salone del Libro. La mia lettura da viaggio, Anche gli uomini fanno coccodè di Chiara Moltoni, ha suscitato grande interesse nei miei compagni di vagone, incuriositi dalla mia ilarità; sappiate anche che il libro è durato giusto giusto come il mio tragitto fino a Parma, quindi sono pronta a lanciarmi in una recensione (ma lo farò in un altro post dedicato). Dopo il cambio, però, il viaggio in treno ha preso una piega pessima; e pensare che salendo sul Frecciabianca pensavo di trovarmi in un contesto abbastanza tranquillo. E invece no. Mentre il mio distinto dirimpettaio, già prima della partenza, ha tirato fuori libri tecnici sulle energie alternative e si è messo a leggere tutto cheto, il mio vicino si è cacciato nelle orecchie le cuffie con la musica metal più brutta del mondo a un volume che faceva venire mal di testa a me (non oso pensare a cosa possa aver provocato ai suoi neuroni e ai suoi timpani). Poi sono arrivati Barbie e Ken dei poveri e hanno cominciato a sbraitare, per non smettere fino a Parma; erano diretti (capito molte cose) a qualche festival del fitness. Proprio mentre mi stavo rendendo conto di quale supplizio per le mie orecchie sarebbe stata l’oretta e mezza su quel vagone, è entrato un tipo e ha detto: “Non hanno fatto il rifornimento idrico, probabilmente si riparte tra 60 minuti”. Grazie Trenitalia, come sempre grazie. L’eternità che si dispiegava improvvisamente davanti a me. Visto che ormai era chiaro che, dato il frastuono complessivo, la lettura non era l’attività più favorevole, ho provato a bloggare via e-mail; ma naturalmente, oltre ad essersi mangiato, ormai credo definitivamente, i miei due post di venerdì, Blogger si era fumato anche tutte le impostazioni per postare via e-mail ecc. Proprio quando stavo per buttarmi sotto il primo treno di passaggio, siamo miracolosamente partiti. Mi sono turata le orecchie come potevo e ho terminato la mia lettura. Ma ora viene il bello. Perché di fare questo viaggio ne valeva la pena: non solo perché ho raggiunto, come faccio più spesso che posso, il mio fidanzato in tournée, ma perché il cantautore inglese con cui si è esibito e si esibisce in questi giorni (è ancora in Italia), è stato un incontro eccezionale. Alan Bonner è un ragazzo bellissimo, dai lunghi riccioli biondi e con due fanali azzurri che gli danno un aspetto da Cherubino, simpatico, dolce, intelligente, profondo; è un cantante di un talento incredibile, e i suoi testi fanno venire i brividi. Sono stata davvero fortunata ad incontrarlo. Per le mie amiche ho acquistato il suo bellissimo cd Songs for the heartshaped e ora vorrei che anche voi lo conosceste. La canzone Talia è dedicata alla sua migliore amica, che si chiama così, ed è anche lei molto fortunata, ad avere un amico così!

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