Semmelweis: il Salvatore delle Madri

Ignác Fülöp Semmelweis

Per la precisione, più che di sanità, qui parliamo di storia della medicina. La figura di Semmelweis, per la verità non molto conosciuta al di fuori dell’ambiente medico, è molto interessante; per non dire scioccante, perché a lui si deve l’invenzione del lavarsi le mani. Ma andiamo con ordine, così vi spiego meglio e potrete stupirvi anche voi.
Ignác Fülöp Semmelweis, medico ungherese, era ossessionato dall’elevato numero di decessi delle partorienti per febbre puerperale e soprattutto assillato dalla sconcertante rilevazione che il numero delle morti era di molto superiore nella clinica di Klein che non nella seconda divisione diretta dal dottor Bartch, dove a far partorire le donne erano le ostetriche. Continuava a praticare autopsie sui cadaveri delle donne riscontrando quadri anatomo-patologici sempre uguali. Raccolse dati sulla mortalità delle puerpere per febbre in città, in campagna ed in ospedale: emerse che la mortalità era maggiore in ospedale.
Semmelweis giunse ad un’ipotesi, straordinaria per l’epoca: la febbre puerperale è una malattia che viene trasferita da un corpo all’altro a seguito del contatto che i medici e gli studenti presenti in reparto hanno prima con le donne decedute (su cui praticano autopsia) ed immediatamente dopo con le partorienti che vanno a visitare in corsia. Era una teoria sconvolgente per i tempi. Per dimostrarla il giovane Semmelweis mise in atto una banale disposizione: tutti coloro che entravano nel Padiglione I sarebbero stati obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calcio. A questo aggiunse la disposizione che tutte le partorienti cambiassero le lenzuola sporche con altre pulite. I fatti gli diedero immediatamente ragione. Era il maggio 1847.
Nell’anno 1846, su circa 4.000 puerpere ricoverate presso il Padiglione I ne erano morte 459 (pari all’11%) per febbre puerperale. Nel 1847, dopo l’adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calcio, su 3.490 pazienti ne morirono 176 (pari al 5%) e l’anno successivo la percentuale si attesterà intorno all’1%, la stessa da sempre del Padiglione II. Da qui il soprannome di Salvatore delle Madri.
Se siete abbastanza colpiti e volete approfondire l’argomento, visitate la voce di Wikipedia dedicata a Ignác Fülöp Semmelweis.

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18 thoughts on “Semmelweis: il Salvatore delle Madri

  1. Sì…lo conoscevo!Ce ne hanno parlato, appunto, durante le lezioni di "Storia della medicina"…se non sbaglio è anche morto in disgrazia trattato alla stregua di un appestato…La solita fine delle persone geniali…Comunque, brava per il post che ha permesso di ricordare e far conoscere una persona che ha contribuito, con un gesto naturale, al miglioramento della vita di tutti!

  2. @Simo: ma no, ma no, e chi si perde?!?! :-)@Klod: hai detto bene, "la solita fine delle persone geniali". Quanti personaggi come questo sono finiti in disgrazia!…e grazie :-)A me ne ha parlato un medico ieri, e mi è parsa una storia da far conoscere…

  3. un gesto naturale ma tanto rivoluzionari…che ha salvato migliaia di vite…non riuscirò a capire fino in fondo come mai l'igiene fosse così lontana nei pensieri anche delle classi più abbienti…

  4. Adria', credo che io sia da legare perchè ho la fissazione del lavaggio delle mani. Dopo ogni minima cosa o movimento che faccio sento come un prurito e devo andare a lavarmele 'ste mani.

  5. @Cirano: per la verità, non è che l'igiene fosse lontana dai pensieri, almeno non in assoluto: questo medico ha scoperto che i medici trasmettevano la malattia dai cadaveri alle partorienti, quindi forse sarebbe più preciso dire che lui ha scoperto un modo di trasmissione di infezioni, piuttosto che del lavarsi le mani (la mia era una licenza poetica)@il monticiano: pure io! E così le unghie si indeboliscono e si sfaldano! Meno male che oggi noi donne possiamo permetterci di preoccuparci dell'aspetto delle nostre unghie! :-)@Cavaliere: sempre gradita la tua visita :-)@Alligatore: penso che davvero non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a vivere in questa epoca, pur con tutte le sue difficoltà…

  6. Accidenti, pensare di toccare dei cadaveri e poi accogliere con le stesse mani una vita appena nata è raccapricciante.Viviamo davvero in un'epoca fortunata.

  7. @soni: incredibile, eh? Era di questo post che ti parlavo l'altra mattina: è una delle storie più pazzesche di cui sia venuta a conoscenza… eppure è reale, e anche recente…

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