A Cuneo un’IsoladiMondo

Camminando per via Roma sono stato immerso in una miriade di colori, nel frastuono di voci e musica folklorica, il naso sfuggiva alla mia volontà cercando profumi e odori d’ogni origine; ma ciò che ha reso la giornata speciale sono stati i sorrisi di questa gente ansiosa di far conoscere il proprio popolo agli altri, fieri di alzare la loro bandiera al cielo e di gridare il motto nazionale. Fra tutte quelle rappresentate mi sono interessato a quei Paesi che ancora oggi vivono in regime di allarme, guerra o integralismi.

Quali? Isole Filippine, Eritrea, Etiopia, Burkina Faso, Bangladesh e Palestina. Problemi comuni sono le guerre di religione – penso alle Filippine e al Bangladesh: due stati radicalmente diversi. Le Filippine sono a maggioranza cristiana seppur con diverse confessioni e ancora oggi vivono in contrasto con la minoranza islamica ramificata su tutto il territorio. Discorso diverso per il Bangladesh: a maggioranza islamica è in aperto conflitto politico con l’India a causa anche qui di divergenze religiose. Il Bangladesh è uno stato assai povero e distrutto ciclicamente dai monsoni. Le controversie con l’India nascono per motivi politico-geografici (scontri con l’India e Pakistan), idrologici – a scatenare la vicenda è stata anche la cotruzione di una diga da parte dell’India che secondo i vicini devìa il flusso naturale di alcuni fiumi – infine religiosi. I problemi legati alla povertà accomunano il Bangladesh al Burkina Faso, passiamo così in Africa – culla del mondo e della cultura, della genetica e della storia antica di tutti noi. Studiando questo continente capiremo e capiremmo meglio noi stessi. Ne fanno fede le manie di grandezza di dittatori apparsi su tutto il territorio, sia sub che nord-sahariano.
Al nord penso all’Algeria e al Marocco di un tempo: oggi all’Egitto. Al sud ricollegandomi alla festa di sabato penso all’Eritrea e all’Etiopia. Due Stati confinanti ma con storie molto diverse e legate da un passato e un presente – penso al delirio di onnipotenza di un leader etìope – coloniale che oggi rende l’Eritrea un territorio non libero.
Chiudo con la Palestina: non cado nel facile gioco delle parti e non racconterò la nascita dello Stato di Israele e le guerra con la Lega Araba; in sostanza non commento la difficile situazione che si vive da più di cinquant’anni. Voglio scrivere della bandiera che credo esprima meglio di altre la voglia di appartenere ad un territorio, ad una cultura, ad una Nazione. La bandiera palestinese ci racconta del sangue dei patrioti versato per e in difesa del proprio popolo, dei lutti delle famiglie che hanno perso i cari nelle battaglie, del legame con il mondo arabo e della pace. Non facciamoci confondere dagli integralismi e dai titoli dei giornali. Come ogni popolo anche questo cerca la Pace.

Perché concludo con questo? A differenza delle altre bandiere, quella Palestinese era portata da un ragazzino e un altro bimbo portava un foglio con la scritta “Fratelli d’Italia”: allora lì per lì ho pensato alla canzone del Piave: “Sul patrio suol vinti i torvi Imperi, la Pace non trovò né oppressi, né stranieri!”. Riflettiamo noi gente di quello che definiamo il primo mondo…tutte queste persone di cui ho raccontato in maniera troppo breve le vicende delle proprie nazioni avevano l’argento vivo neglio occhi, sorrisi giganti e un desiderio inesauribile di vita. Pensiamoci!
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13 thoughts on “A Cuneo un’IsoladiMondo

  1. Che bella la tua prima "ospitata" sul mio blog!Benvenuto e grazie per aver accettato di scrivere tu su argomenti su cui sei di certo più preparato di me. Spero che ogni tanto vorrai di nuovo concedermi qualche riflessione!

  2. @Simo: di frivolo c'è il naso che sfuggiva alla nostra volontà! Ti garantisco che resistere alla grigliata degli argentini e alle colorate pietanze del Bangladesh era davvero difficile!

  3. @soni: infatti non ho mica scritto che abbiamo resistito! ;-)@il monticiano: gli scambi tra culture sono sempre emozionanti. Ma grazie a te per il bel commento!

  4. Ma che belle le altre culture!Poterle conoscere è uno dei motivi per cui vale la pena viaggiare! Che bella manifestazione, grazie Filippo, grazie Adriana per avercela fatta conoscere.Buon inizio settimanaBaci

  5. si tratta di testimonianze molto importanti……non tutti hanno la fortuna di poter viaggiare per andare a toccare con mano speranze e dolori, ma abbiamo la grossa opportunità di incontrare facendo accoglienza…quella che fa della diversità un motivo per crescere e non chiusura.A proposito di Palestina, ho scritto una cosa qui: http://qwe.splinder.com/post/24792587#commentIn questi giorni c'è bisogno di dare una mano dando notizia e facendo attenzione…Un abbraccio a tutti.

  6. @sqwerez: già, a noi spetta dedicarci all'accoglienza. Avessi visto quanti italiani c'erano ad applaudire la sfilata delle bandiere! E come era bella la curiosità che ogni popolo, ogni costume, ogni musica, ogni piatto tipico suscitava negli altri!Sulla questione Palestina, hai ragione, bisogna diffondere la conoscenza. Ci proviamo anche noi blogger dalle nostre modeste casette virtuali!

  7. Che bello! sapere che tutti voi avete trovato uno spunto di riflessione dalle mie righe! Sono un appassionato di storia e storia dei popoli…mi commuovo, e l'ho fatto anche sabato, quando vedo tanta gente fiera della propria Nazione. Io lo sono nonostante i problemi…e lo sono ancora di più dopo aver visto africani, asiatici e sud-americani sorridere per la festa sapendo che i loro Paesi hanno ben altri problemi da quelli nostri.@sqwerez: credo che il problema stia nel fatto che la storia la fanno i vincitori…noi italiani ne sappiamo qualcosa. Grazie per il tuo link

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