A proposito degli scontri a Roma

Mi sento di dire la mia sulla questione scontri a Roma, perché secondo me in giro non stiamo leggendo ragionamenti sensati. Ognuno tira acqua al suo mulino: c’è chi mette insieme Black bloc e indignati, c’è chi difende il Governo, chi lo attacca, insomma la solita solfa. Io vorrei che andassimo un po’ oltre ai meri eventi e allo schierarsi dall’una o dall’altra parte. Magari vi sarete accorti che, anche se in genere non sono restia al manifestare la mia opinione, non ho messo sul blog nessun bannerino e non ho sostenuto in alcun modo la manifestazione di Roma. Non che abbia nulla contro il concetto di manifestazione, anzi; alcune, che mi sembravano ragionate e tranquille, come “Se non ora quando”, le ho “sponsorizzate” eccome. E ci sono anche andata. Ma qui a me pare fosse semplice intuire che sarebbe stata la classica occasione per fare del gran casino, come avevo scritto in qualche commento venerdì. C’è sempre tanta gente che ha voglia di fare del casino, e che probabilmente non sa nemmeno per che cosa va a manifestare. Ecco, io con le manifestazioni che mi danno questo sentore non sono d’accordo. Per di più sono inutili, se non controproducenti (Vendola: “Black bloc aiutano il Governo”). E qui secondo me nasce il vero ragionamento da fare, che è quello sulle ragioni della manifestazione, e, più in generale, dell’indignazione. Il problema è quello della rappresentanza: la politica dovrebbe rappresentarci. Niente di meno vero. Allora non mi stupisco che gente come un Pannella venga contestata: sempre venerdì pomeriggio, in un commento al mio post sulla fiducia, mi chiedevo come potessero sentirsi quelli che l’hanno votato. Ecco, quello per me è l’emblema di come la politica sia completamente discostata rispetto alle idee degli elettori. Chiaro che non solo si indignano, si incazzano! Il nocciolo della questione, secondo me, è che scenette come quella di venerdì pomeriggio ci fanno sentire inutili perché fanno passare l’idea l’impercorribilità delle strade giuste, quelle legali, quelle costituzionali, per far valere la nostra opinione. Quelle però sono le strade in cui ho sempre creduto: l’occasione per far cadere un Governo dovrebbe essere il voto sulla fiducia, non di certo incendiare un’auto. La conclusione è che questi momenti sono occasioni che dovrebbero farci riflettere sul sistema politico, su come, quanto dobbiamo essere frustrati per scendere in piazza a far del casino, tanto per fare. Consapevoli, ne sono convinta, che non cambierà niente. Il nostro dovere dovrebbe quindi essere quello di cercare delle strade percorribili per poter dire la nostra (dire, non urlare, possibilmente), nonostante qualche fisiologico momento di sconforto. Strade istituzionali (candidiamoci, su! così non ci potremo più lamentare di chi è candidato…), strade culturali (scriviamo post, scriviamo libri, articoli, incontriamoci, organizziamo serate, convegni), strade non violente… solo con quelle potremo ottenere qualche risultato. E’ una sfida più intelligente e più stimolante.

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7 thoughts on “A proposito degli scontri a Roma

  1. onestamente trovo che Pannella avrebbe dovuto evitare di presentarsi alla manifestazione, l'hanno giustamente contestato perché voleva cavalcare l'onda della protesta, infischiandosene del fatto che i manifestanti non volevano forze politiche in campo. Questa manifestazione è stato l'ennesimo flop e gli indignati sono stati scippati due volte, dai back bloc e dalla politica che ha preso a pretesto gli atti di violenza per non parlare, nuovamente, delle ragioni per cui si è scesi in piazza…che dire, anche se io non c'ero, da parte mia c'è molta amarezza, non vedo più futuro in questo paese 😦

  2. @Ernest: proprio per questo bisogna tentare altre vie!@Hob03: chiaro che Pannella doveva starsene a casa! Cosa si aspettava? Una pioggia di petali di rose? In questo modo non ha fatto che alimentare anche lui la rabbia… ma ormai è evidente che prende per il sedere tutti, non mi sono neanche stupita…Per il resto, il futuro del nostro Paese, dobbiamo vederlo, eccome! Dobbiamo anche FARLO. Per noi, per i nostri figli…

  3. Le elezioni sono l'unica via. Tutto il resto è parlarsi addosso.Finchè questo governo ha una maggioranza quale che sia è legittimo.Altre soluzioni si chiamano "golpe".Ciao.

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