Lo scrivo anche qui #rabbia #Simoncelli

Come sempre nel fine settimana, mi sono dedicata pochissimo al computer. Proprio perché non riuscivo a trattenermi, ho postato qualcosa sui social network. Ma sono talmente turbata dalla morte inutile di questo ragazzo (e di tutte quelle che l’hanno preceduta e la seguiranno), che devo scriverlo anche qui. Le moto sono troppo pericolose: se uno sport (ammesso di voler insistere a considerarlo uno sport) è troppo pericoloso, semplicemente, non si deve fare. E sapete qual è la cosa che mi fa arrabbiare di più? Che questi ragazzi corrono e rischiano la vita per far vendere delle moto Honda (o altra marca), ad altre persone che a loro volta rischieranno la vita in strada e metteranno in pericolo anche quella degli altri. Questo è il trionfo del profitto sul buon senso. Facciamoci furbi! Non lasciamoci allettare dalle pubblicità che ci raccontano quanto è bella l’ebbrezza della velocità! Dimostriamo che non cadiamo come pere nel tranello di chi vuole vendere, vendere, vendere, senza prendere nemmeno lontanamente in considerazione la nostra sicurezza!

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31 thoughts on “Lo scrivo anche qui #rabbia #Simoncelli

  1. anche io non riesco a capire questi sport tipo formula1 e moto Gp perchè non mi sembra così sportivo andare a velocità folli su una macchina o una moto.E poi rischiare la vita per una cosa del genere è proprio stupido!mi spiace per quel ragazzo anche perchè aveva una vita davanti!

  2. Sono in disaccordo su questa tua osservazione.Tutti gli "sport" pericolosi come auto e moto sono sport in cui chi corre guadagna milioni di euro (non solo fa' vendere moto)e sa' benissimo i rischi che corre ogni volta che sale sulla moto(nessuno obbliga a farlo)Mi dispiace della morte di un giovane di 24 anni…ma non e' colpa solo della moto ma di un bussines che ce dietro tra' sponsor (i piloti prendono i soldi) e le grandi lob del motociclismo.Gio'http://remenberphoto.blogspot.com/

  3. @Giulia: mi vengono ancora i brividi quando ci penso…@Dual: per la verità secondo me non vai così distante da quello che ho scritto io. In fondo il fulcro sono sempre i soldi. Ma quanti soldi vale la vita di un ragazzo?

  4. A prescindere da ogni considerazione circa la tua esatta disamina della questione dei soldi, io non seguo nè ho mai seguito il motociclismo e l'automoblismo però resta il fatto che la morte di quel ragazzo mi ha molto colpito.

  5. Mi sono venuti i brividi quando ho sentito la notizia alla radio e ancor di più quando ho visto le immagini agghiaccianti! Non sono da considerare sport secondo me, ogni volta che i piloti vanno in pista rischiano la vita, dovrebbero abolirli!

  6. Non sono motociclista e non seguo la motogp. Però debbo dirti che se la vedi così, tutti gli sport hanno gradi di pericolosità, dovremmo vietare il calcio perché ci sono stati molti casi di morti in campo per un problema cardiaco mai visto. Vietiamo pure altri sport come rugby o football per gli scontri fisici?Tra l'altro la Formula 1 ha migliorato di gran lunga la sicurezza delle auto ordinarie grazie alla sperimentazione. Capisco il grosso dispiacere, il disgusto per come è successo e la rabbia perché è successo per sport, ma dobbiamo valutare la cosa da più punti di vista.

  7. @Chiaretta: siamo perfettamente d'accordo!@Paòlo: un infarto può venire anche a me in questo momento davanti allo schermo del pc, ma non mi sembra che ci sia paragone. Del resto non ricordo di aver sentito la notizia di un morto in uno scontro di rugby. Guarda, sono molto disponibile a leggere altri punti di vista: altrimenti non avrei un blog. Però su questa cosa difficilmente cambierò idea. Credo che l'abbia detta giusta Alberto: chi pratica questi sport mette la razionalità da parte. Ieri sera ho sentito l'intervista a un anziano ex campione di motociclismo che diceva: speri sempre che non capiti a te.

  8. è una argomentazione condivisibile. Però è altrettanto vero che questi ragazzi si sono scelti il loro lavoro, hanno sudato per arrivare fino a lì. Penso sempre a Rossi che nelle pause del mondiale corre con le macchine da Rally. Lo stesso faceva Ghedina. È come se fossero posseduti dal demone della velocità che in qualche modo deve essere sfamato. Se non potessero correre in moto chissà cosa farebbero. Poi, da padre, a pensare ad un ragazzo di 24 anni morto in quel modo e agli amici (già due) che più o meno a quell'età se ne sono andati in sella ad una moto trattengo a stento le lacrime.

  9. @Isabel: a tutti credo!@El_Gae: ci pensavo proprio oggi, all'essere genitore. Sinceramente non comprerei mai un motorino o una moto ad un figlio/a. Anch'io ne ho viste troppe… 😦

  10. Nemmeno io sono un amante delle corse, ma ripeto le parole con cui ho concluso il mio post in memoria di Marco: "più che cercare la coerenza, occorre saper vivere le contraddizioni di questo mondo" (P.Coelho)Grazie, a presto

  11. Adriana, un amico, anni fa, si è fatto la patente di nascosto ed ha cambiato lavoro per potersi permettere una moto. Su quella moto c'è morto, proprio a 24 anni. Non credo che si possa, da genitori, proibire le cose da una certa età in poi. Non so se quell'età sia 14, 16 o 24 anni. È comunque troppo presto per perdere un figlio.

  12. @El_Gae: non so, probabilmente cercherò di educare i miei figli in modo che abbiano altre priorità… che si appassionino ad altre attività… poi è chiaro che un margine che sfugge ad ogni controllo c'è…

  13. Si si, d'accordissimo, non volevo essere fatalista. P.S. La motoretta ce l'ho pure io, perchè è comoda. Sarebbe già tanto che la usassero con il cervello.

  14. Scusa Adriana ma il tuo post non ha senso. Pensa se dovessimo abolire tutte le professioni dove si corrono dei rischi. Senza contare che si corrono dei rischi facendo qualsiasi cosa, per esempio mangiando, bevendo, facendo l'amore, attraversando la strada, facendo la doccia.

  15. @Lorenzo: innanzitutto non pretendo di avere ragione, dico solo la mia. Magari, come è contraddittorio sapere di rischiare la vita e pensare "spero che non tocchi a me", magari anche i ragionamenti che faccio io non sono retti dalla logica. Non mi importa, per me è così. E non riesco a vedere paragoni fra le attività che citi tu e correre come una scheggia su due ruote sapendo di potermi schiantare sull'asfalto.

  16. Premessa, non capisco la tua logica circa "avere ragione". Se dici la tua opinione significa che pensi sia corretta, quindi di avere ragione.Tornando all'argomento, Simoncelli era un pilota professionista, cioè aveva scelto per mestiere di correre su una moto. Attività che tra parentesi non comprende solo le gare ma anche tutta la fase di collaudo.Non è diverso da chi sceglie per mestiere di fare il poliziotto, il pompiere, il soldato, il muratore, la guida alpina, il palombaro, il pilota di elicottero e via cosi. Il rischio fa parte della vita. Basta prendere la motoretta per andare al lavoro tutte le mattine per accettare un rischio considerevole di invalidità o morte. Basta abitare in una certa località per accettare rischio di terremoto o inondazione (vedi la cronaca recente).Quindi? Io trovo MOLTO meno triste la morte di Simoncelli di quella di un muratore che cade dall'impalcatura. E ne cadono tutti gli anni.

  17. @Lorenzo: mi spiace, ma non è così. Ognuno ha le sue ragioni, la verità non è mai assoluta, è relativa. Spesso quello che non corrisponde a una verità, è solo un'altra verità, non una non-verità. Ma volevo evitare di scendere in questi dettagli logici, perché oltretutto so bene che nella vita esistono le contraddizioni (anche se non è facile farci pace). Detto ciò, non sto parlando solo di quelli che vanno in moto da professionisti: se fosse per me, farei sparire dalla circolazione TUTTE le moto. Chiaro che le moto non sono l'unico pericolo che esiste. Ma non per questo uno deve in giro con una bomba nella borsa…

  18. Ok, hai una fobia per le moto. A me non piacciono i ragni.La questione della verità devi dirla al vigile la prossima volta che prendi una multa. Signor vigile, lei sostiene che io sia passata col rosso ma vede, se io dico di essere passata col verde è un'altra verità, non una non-verità. Vediamo se ti da una non-multa. E questo credo spieghi il declino dell'occidente.

  19. @Lorenzo: per favore, migra, non stare a rattristarti qui sul mio blog. E' sottotitolato "Qui solo buone notizie", è tutto rosa e ci si parla di gatti e buoni sentimenti. Secondo me davvero ci sono tanti altri posti nella rete più adatti a te.

  20. Simoncelli era molto simpatico ma lo avevano già rimproverato perchè prendeva troppi rischi. Anche nelle corse ciclistiche ci sono stati dei morti, dovrebbero essere abolite?Buona domenicaenrico

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