La giornalista #giornalismo #web #Facebook

Lo spunto per questo post nasce da alcuni, ve lo dico sin da subito, vani, tentativi di confronto e di corretta informazione in un gruppo Facebook. Non intendo approfondire qui le ragioni per cui in questo gruppo la situazione sia così degenerata, anche perché mi pare di capire che la necessità di comprendere quello che sta succedendo sul web sia ormai diffusa ed evidenzi che… sì, qualche problema c’è. E per fortuna ci sono personaggi e realtà ben più autorevoli di me che si stanno confrontando sull’argomento per cercare delle soluzioni. A questo proposito aggiungerò solo che non credo nella censura in qualsiasi forma, e che quindi ritengo necessario che le misure da prendere passino dalla formazione dei cittadini, dalla cultura, dal dialogo aperto.

I punti che vorrei evidenziare prendono le mosse da un post che riguarda – che caso! – i vaccini, dove una mamma chiede consiglio alle altre mamme sull’opportunità di fare o meno il vaccino contro il meningococco B.

  1. La prima riflessione doverosa è che non è quella la sede in cui porre un dubbio come questo, visto che ci sono organismi preposti (un servizio Vaccinazioni dell’ASL, il Ministero e così via), così ho pensato di indicare nei commenti il numero di telefono e il link al Servizio Vaccinazioni. Questo però dovrebbe valere sempre: se devo chiedere un’opinione su quali vestitini comprare a mia figlia probabilmente un gruppo di mamme va bene ma per discutere di temi scientifici sarebbe meglio rivolgersi ai professionisti (anche questo tema oggi fin troppo dibattuto, e no, l’opinione del tabaccaio sotto casa che ha letto tanti blog “informati”, non vale quanto quella di Roberto Burioni, checché se ne possa dire).
  2.  La seconda riguarda un commento in cui una mamma, fra le più attive nel gruppo, attribuisce a un professionista alcune dichiarazioni che non risulta lui abbia mai rilasciato. Quando glielo faccio notare, la mamma scrive un altro commento che inizia con “Nonostante i tentativi di infangare sempre l’ opinione e i commenti altrui…”. Qui a dire il vero non c’è molto da discutere, se non da ricordare che chi scrive cose scorrette o quantomeno imprecise al massimo si infanga da solo (fra l’altro, anche sul Web, scripta manent) e non sono certo io a dovermi sporcare le mani.
  3. La terza parte dal fatto che, dopo aver evidenziato questa situazione, inizio a dialogare e porre alcune domande, che, anche se mi presento in modo palese e onesto come giornalista, vengono immediatamente etichettate come polemica, ed io invitata a tacere in vari modi e a cambiare aria.
  4. L’ultimo punto che vorrei analizzare parte invece da qui: “Senti, giornalista, se vuoi fare un servizio con più fonti autorevoli, vai sul gruppo Comilva, invece che stare qua. Troverai tutti i contatti che cerchi. La scienza non dovrebbe essere un opinione, eppure fonti autorevoli danno un quadro di diversa lettura. Oltretutto è sbagliato fare passare x emergenza quella che, ad oggi, emergenza non è. Solo i giornali e le testate lo dicono. Le notizie dovrebbero essere vere ed imparziali, non condite dall’opinione del giornalista, altrimenti fai il blogger.” Premesso che nessuno ha cercato di far passare per emergenza quella che difatti per fortuna non è, e che – come chi ha letto fin qui avrà capito ma evidentemente non queste mamme – io la mia opinione in questo contesto non l’ho proprio neanche scritta,  tengo a segnalare che la tanto osannata (seppur non da me) Oriana Fallaci, era una giornalista, come lo sono Andrea Scanzi e Alessandro Sallusti. Solo per fare alcuni esempi. Evidentemente qualcuno ignora che esiste anche il cosiddetto giornalismo d’opinione: la stessa Carta dei doveri del giornalista parla chiaro quando dice che “Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963“, e ancora: “Il commento e l’opinione appartengono al diritto di parola e di critica e pertanto devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia quello posto dalla legge per l’offesa e la diffamazione delle persone“. Queste riflessioni ci portano al lavoro degli editorialisti, figure che dell’opinione fanno la loro professione, mentre per quanto riguarda ad esempio i fatti di cronaca è ovviamente prioritario il fine dell’obiettività nel racconto, a tendere verso lo stile del cosiddetto giornalismo anglosassone (ricordate le cinque W?). Per altro negli ultimi anni la tendenza nel giornalismo è stata quella di schierarsi sempre più apertamente: una scelta che si è dimostrata premiante nella diffusione ma che qui non mi interessa discutere. Voglio solo precisare che al giornalista come a chiunque altro non è in alcun modo vietato di esprimere la propria opinione, e ci mancherebbe altro, e che l’idea che il fatto di esprimerla o meno lo distingua da un blogger è priva di qualsiasi fondamento. Semplicemente, anziché su un giornale, il blogger , che non ha fatto la trafila per diventare giornalista professionista o pubblicista, scrive online sul proprio blog (o su altro blog): tant’è.

Infine, visto che questo in fondo è proprio il mio blog, voglio concludere con qualche riflessione di taglio più personale: quando ho iniziato l’attività di collaboratrice del settimanale locale, ormai quasi 14 anni fa, l’ho fatto con l’idea di provare veramente ad approfondire la verità. Chi mi conosce e mi segue, sa quanta passione ci metta e quanto senta la responsabilità di quello che scrivo. Non a caso posso citare negli anni numerosi miei servizi su temi su cui non sono personalmente d’accordo: penso al primo servizio uscito in zona sul parto in casa, già parecchi anni fa, ad esempio, oppure ad alcuni servizi sull’“homeschooling”, l’educazione parentale, che non praticherei mai ma sono stata ben lieta di aver conosciuto e raccontato, nella più onesta convinzione di stare facendo informazione.*

Del resto, una finalità ultima dell’informazione non è capire che cos’è meglio? Dal confronto sui vaccini (che purtroppo però non c’è) non vorremmo, tutti noi genitori, sapere cosa è meglio per i nostri figli? La realtà è che si è persa questa finalità ultima, quella del bene comune, sovrastata dal fatto che ognuno si sente in dovere di avere ed esprimere un’opinione su qualsiasi argomento, e infine di di imporla agli altri. Oltre e a sottolineatura di quanto avevo già scritto in un post precedente, per questo 2017 mi auguro apertura mentale e al dialogo e disponibilità a cambiare opinione, per me e anche per gli altri.

*Attenzione: qui entrerebbe in gioco anche il discorso del false balance ma mi limito a invitarvi a leggere la relativa voce di Wikipedia e a ripensare a chi ha invitato in trasmissioni televisive Red Ronnie a confrontarsi con dei professionisti proprio sui vaccini

P.S. a proposito di cambiare opinione negli anni: se cercate il mio nome su Google, non so bene a che punto dell’indice, potrete trovare una mia vecchia (ma vecchia!) intervista in cui dichiaravo che no, il giornalismo online non avrebbe raggiunto la stessa credibilità della carta stampata. E quindi? Evviva l’aver cambiato opinione! La credibilità non dipende certo dal supporto. L’unico problema è che adesso cliccando sul sito si becca un virus (quindi, nel caso in cui vi sia venuta la curiosità di andare a ravanare, beh, non ditemi che non vi avevo avvertiti), che il sito è abbandonato (mi pare dal 2012 da ciò che vedo), le email al customer service tornano indietro e non si può più accedere per aggiornare le risposte, come il sito prometteva. Ma questi adesso, come disse Raz Degan, “sono solo fatti miei”.

P.P.S. e adesso vai coi commenti! Come on!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...