Essaouira, Marocco, la perla del regno

In tempi di pandemia come questi, difficili e imprevedibili, i viaggi all’estero, per diletto, esperienza, vacanza, pare vadano accantonati per un po’, quindi viaggiamo con i ricordi, le immagini, le esperienze altrui e le pillole di diario come questa… buona lettura!

Chilometri di sabbia africana dove si incontrano gabbiani e donne che  raccolgono alghe per l’industria delle creme di bellezza.

La descrizione di una spiaggia che fa capolino solo con la bassa marea.

Quando, infatti, la marea è bassa e il mare si ritira docilmente lasciando spazio alla sabbia, appare in tutta la sua bellezza incontaminata, la vasta spiaggia a nord di Essaouira.

Qui, dove la sabbia è sottile e fine, color giallo oro, e dove il sole la infuoca ogni giorno, i gabbiani si posano sulle piccole dune, mentre le donne raccolgono, a riva, le alghe per l’industria cosmetica locale.

E sempre qui, siamo ad Essaouira, definita la perla del Regno. Un regno chiamato Marocco.

Piccola cittadina turistica, meta ambita per il suo caratteristico mercato, il dedalo di stradine, per i bastioni, alti e antichi, da cui si osservano le navi che entrano in porto e, nota anche, tra le varie attrattive, per i suoi mille – o forse più – gatti. Ingolositi dal pesce che le bancarelle dei pescatori mettono in mostra sulla battigia, abitata anche da numerosi gabbiani.

Essaouira, infatti, ha il potere di donare al visitatore una “memoria sonora”, ovvero il ricordo della “voce” dei gabbiani che volano bassi.

Allontanandosi dal centro, perdendosi un po’ nei villaggi locali, si arriva alla scogliera da cui si ammira questa suggestiva spiaggia.

Sembra la tavolozza di un pittore che miscela sapientemente i colori del sole in ogni granello, luminoso come un minuscolo diamante, a quelli verdi e azzurri che si riflettono nelle acque calme.

L’azzurro del cielo estivo marocchino e il verde cangiante delle alghe. Le onde che muoiono a riva le spingono sulla spiaggia con un movimento che somiglia ad una delicata danza. Si muovono in maniera sinuosa ed elegante, fino ad adagiarsi sul bagnasciuga.

Bloccate solo dalle raccoglitrici, attorno alle cui caviglie si annodano come bracciali della natura, che ne approfittano per prelevarle ed essiccarle.

Vestite come da usanze musulmane, le fanciulle, di cui resta scoperto solo il volto, trascorrono le giornate con la schiena chinata. Silenti nel compiere il loro lavoro.

Voci di gioco e risate lontane arrivano, invece, dal mare dove i ragazzini  nuotano e si tuffano nelle “piscine” che la marea crea.

Ma il tocco d’artista del pittore si riconosce nelle pennellate d’argento, o meglio negli spruzzi argentei sul mare, perché il mare non è mai di un unico colore.

La spiaggia si estende per molti chilometri mostrando qualche piccola insenatura che, quasi al  crepuscolo, quando il cielo si ammanta del rosso del tramonto, svanisce sommersa dalle acque. L’alta marea può cogliere impreparati e lasciare il viaggiatore che passeggia in questi luoghi fiabeschi, disorientato e costretto ad arrampicarsi sugli scogli per ritrovare la strada mangiata dal mare.

Essaouira è, senza dubbio, la perla più preziosa del Marocco, la più famosa delle città marocchine della costa atlantica. E lascia nella mente e nel cuore di chi l’abbandona, una tristezza palpabile, profonda come l’impronta del piede nella sabbia che, però non scompare quando l’onda la bagna.

2 pensieri su “Essaouira, Marocco, la perla del regno

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