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Arte è condivisione a valorizzazione del territorio

È aperto da questa settimana il crowdfunding per sostenere la stagione di appuntamenti e spettacoli targati Milleunanota per il 2017: il sodalizio è ormai da anni un punto di riferimento per le attività culturali e musicali del territorio, e la programmazione delle nostre rassegne copre tutto l’arco dell’anno, andando dall’organizzazione dell’International Jazz Day UNESCO ad Alba (29-30 aprile), al festival Cantautori d’Italia che negli anni ha avuto ospiti del calibro di Paola Turci, Mauro Ermanno Giovanardi e Tricarico, al Roero Music Fest che richiama sul territorio artisti da tutto il mondo, al festival Jazz&Co. che accompagna la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.

Anticipazioni sul festival Cantautori d’Italia, 12 e 13 maggio 2017

logo-cantautoriNell’ottica di proporre un omaggio di alto valore artistico e non scontato alla figura del cantautore italiano per eccellenza, Fabrizio De Andrè, e alla Scuola genovese, la direzione artistica del festival Cantautori d’Italia ha deciso di puntare su un progetto di assoluto spessore, con la partecipazione del biografo di De Andrè Luigi Viva, il concerto di Max Manfredi, premiato nel 1997 dalla Regione Liguria come “capostipite della nuova generazione dei cantautori genovesi”, nonché vincitore di tue Targhe Tenco e numerosi altri premi; e infine con un omaggio inedito del cantautore londinese Alan Bonner che interpreterà per la prima volta in assoluto proprie cover di De Andrè.

“Abbiamo voluto dare un sottotitolo, “Arte è condivisione e valorizzazione del territorio”, al nostro crowdfunding: è la filosofia che sta alla base delle nostre attività, siamo convinti che sostenere la cultura sia fondamentale. Grazie a chi ci sosterrà e a chi ci aiuterà a diffonderlo sui social network!”, spiega il presidente del sodalizio Filippo Cosentino.

Il link per sostenerci è questo https://www.produzionidalbasso.com/project/stagione-di-eventi-2017/

Grazie

Per me ci è voluta qualche ora per raccogliere le testimonianze e qualche ora per scriverlo ma l’argomento mi è passato in testa giorno e notte molto più a lungo. Un po’ perché non sono mai riuscita a mantenere più di tanto le distanze da quello che scrivo (ma poi lo voglio davvero fare?), un po’ perché sono state coltellate queste storie, seppur bellissime ognuna a modo suo e incontri altrettanto splendidi. E poi perché mi hanno richiamato alla memoria anni e anni di facce, voci, vicende di tanti tipi, che non ho dimenticato e non voglio dimenticare. Ci ho pensato tanto quest’anno in cui mi sono dedicata così tanto alle docenze e ho incontrato così tante persone, a come non si rimane mai uguali dopo aver incontrato gli altri, dopo un confronto.

Beh, io oggi colgo questa occasione perché voglio dire grazie a tutti coloro che mi hanno affidato le loro storie o quelle dei loro cari in questi anni. Sono loro infinitamente grata e lo sarò sempre, per aver accettato di affidare a me la loro voce. Ho cercato di farlo al meglio che potevo, conscia di questa grandissima responsabilità, e da tutti loro sono stata arricchita e cambiata. Sono cresciuta. GRAZIE


PS grazie anche a Gazzetta D’Alba che le ha ospitate 😉

Dieci motivi per leggere “La ragione della neve” di Silvano Giacosa #giornatadellamemoria #giornodellamemoria #Resistenza

Conosco Silvano Giacosa da tanti anni, anche se non si è capito bene come, in realtà: è faccenda che si perde nel web e nella notte dei tempi (curioso per due che da sempre vivono nella stessa città: conoscersi online, incontrarsi di persona dopo diciamo… dieci anni, e scoprire anche che sua moglie è stata mia insegnante qualche lustro fa). Non è, però, questo, uno dei dieci motivi che ho in mente per consigliarvi la lettura del suo primo romanzo, “La ragione della neve”, uscito nell’estate (qui l’avevo intervistato per Gazzetta d’Alba proprio in quei giorni).


Così, procediamo:

  1. per sostenere un autore esordiente
  2. per sostenere un concittadino, miei cinque lettori albesi!
  3. per sostenere la cultura di un territorio, ché oggi Fenoglio vive anche nelle esperienze letterarie scaturite dall’amore per le sue opere, per dire
  4. per ricordare quegli anni: oggi è il Giorno della Memoria, e un libro sulla Resistenza è senza dubbio il meglio che posso proporvi. Sapete, l’hanno chiamata Giornata della Memoria ma a volte la memoria sembra qualcosa di lontano: forse sarebbe stato meglio dire Giornata del facciamo attenzione perché il passato non è poi così lontano e ha la tendenza a ritornare, perché la storia è ciclica; o qualcosa del genere 
  5. perché è un libro scritto bene
  6. perché si evince una notevole attenzione all’aspetto psicologico dei personaggi
  7. perché credo che il “romanzo di formazione” oggi abbia ancora un senso, anzi, che sia quasi una necessità
  8. perché dentro ci sono le Langhe
  9. perché ci sono i valori, e ne abbiamo tanto bisogno
  10. perché “talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine” (cit. Virginia Woolf)

E adesso, buona lettura!

Ho adottato una corsia #soleterre @SoleterreOnlus

Ho scoperto l’esistenza di Soleterre Onlus grazie a un post di Luciano Vanni: giusto il tempo di documentarmi un po’ sull’attività che svolgono, che ho deciso, insieme a mio marito, di “adottare una corsia”: 10 euro al mese per me vogliono dire qualche caffè in meno al bar, e sono di sicuro meglio investiti in farmaci, sostegno psicologico, materiale sanitario, animazione e nutrizione per i bambini ricoverati.

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Le buone cause cui si può dare una mano sono tante, e per quanto possibile cerco di dare sempre quando posso il mio piccolo contributo. Così nasce questo post: solo perché magari qualcuno di voi si incuriosisca come è successo a Filippo, visto che è lui che mi ha segnalato il post di Vanni, e scopra solo una delle tante buone cause cui vale la pena di dare supporto.

Il sito dell’associazione è soleterre.org

È che mi disegnano così #presanellarete

Che personaggio favoloso, Jessica Rabbit: la lezione del non prendersi sul serio. Così questa citazione l’ho usata spesso nella vita, più che altro per ricordare a me stessa quanta ironia serva per affrontare la vita di ogni giorno. Del resto prima o poi sarebbe dovuto accadere: sospettavo che mi sarei trasformata in un fumetto, in un cartone animato, bidimensionale magari, possibilmente. Una sera di qualche settimana fa è successo, mentre io già dormivo da ore: mi sono svegliata la mattina dopo è quel tag su Facebook mi ha fatto scoprire di essere diventata una caricatura rotondetta recante scritta “Natural born social” e con, sotto quel quel post, una didascalia ancora più divertente, “Che flash Adriana”.

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A mezzanotte, come in una famosa favola di scarpette e zucche, una mia allieva che frequenta il corso di ecommerce in Apro mi aveva trasformata in una me sorridente e fumettosa, una “Presa nella rete” in cui mi sono immediatamente riconosciuta e che infatti è immediatamente diventata a buon diritto l’immagine della mia pagina FB Presa nella rete, del mio account Twitter Presa nella rete, nonché di LinkedIn, oltre che ovviamente header di questo sito.

L’artista si chiama Fabrizia Garbuglia ed è deliziosa come le sue creazioni: se fossi in voi andrei a curiosare il suo profilo LinkedIn che ho linkato qui sopra… chissà che non abbiate l’occasione di diventare un fumetto anche a voi…

La prima notte lontana da mia figlia, e come la vita cambia i piani

La libertà non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta.
– Theodor Adorno

E così solo due sere fa mi trovavo ad aspettare un treno per Napoli alla stazione di Torino, e scrivevo così (e questo avrebbe dovuto essere il post che avrei pubblicato):

“La prima volta lontana da te è un vero casino, mia principessa. Non che tua madre sia mai stata un cuor di leonessa, tutt’altro. Fatto sta che quasi senza pensarci ho aderito a un’avventura che si presenta entusiasmante, poi, a mano a mano che sono passati i giorni e si è avvicinata l’ora della partenza, l’ansia è salita ai livelli di guardia: dal deragliamento del treno all’attentato, a, come mi ha scritto la cara amica Laura, “alla caduta di un meteorite hai pensato?”, queste ultime notti sono trascorse insonni, per fortuna nell’ottima compagnia di Elif Shafak. Un paio di giorni fa ho preso una bella carta da lettere con delle decorazioni dorate, risalente credo alla mia adolescenza, e ti ho scritto un breve biglietto… nel caso in cui non tornassi. Ho paura, sì, mi esce dalle orecchie: “non è il coraggio che mi manca, è la paura che mi frega”, pensavo stanotte. Il biglietto è breve perché non ho molto da dire in realtà: sono una persona felice e realizzata, soprattutto da quando sei nata tu. Ah, ho parlato con altre mamme: alcune hanno scritto lettere simili alla mia, altre hanno pensato di farlo, comunque non tutte. Ovviamente ho pianto e probabilmente piangerò.

Allora la domanda è questa: perché lo fai? Per te, credo. Perché sono convinta che tu sarai più coraggiosa e realizzata anche in base a quanto io lo sarò; perché credo che conti l’esempio più di tante parole, e spero che tu abbia la possibilità nella vita di fare tante esperienze arricchenti come sono sicura che questa sarà per me.”

Poi sono partita, e a Napoli sono anche arrivata, dopo aver perfino dormito bene nella cuccetta; significa che alla fine ero pronta a vivere la mia avventura, preoccupata ma anche soddisfatta di me? Probabilmente sì ma non lo sapremo mai. Ho salutato il Vesuvio dal finestrino, sono scesa dal treno, ho comprato un biglietto per Torino e sono ripartita: sono dovuta tornare, perché la vita ha deciso di scompigliare i piani, come del resto è solita fare.

Sono arrivata a casa a pezzi, e a casa ad aspettarmi c’era una busta o meglio un delizioso pacchetto di speranza e amicizia.

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N.B. il cupcake sulla busta ❤

Quando mi sono seduta sul lettone ad aprirla con mia figlia, che felicità!

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Questo biglietto è un pro memoria: mi ricorda come in rete si creino rapporti meravigliosi, ché era da un po’ che qui sul blog bazzicavo troppo poco…

Era il premio al vincitore del giveaway di Wanesia su Instagram, cui ho partecipato con piacere perché la seguo online ormai da tanti anni; tanto che, curiosamente, è già il suo secondo giveaway che vinco… Qui avevo raccontato di aver vinto il primo, nel 2012 (Ho vinto il giveaway di Wanesia!), qui l’arrivo del regalo di allora (Ecco i pirottini dalla Germania!), e sì, devo dire che lei li sa proprio scegliere bene.

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Le confezioni di #mrwonderfulshop sono sempre TOP

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Infine ecco i link per seguire l’amica expat: qui trovate Wanesia su Instagram, Facebook e il suo blog.

Sulla dolorosa e improvvisa vicenda che mi ha spinta a lasciare Napoli, forse tornerò più avanti, più a freddo. Per intanto medito sulla libertà insieme al teologo Vito Mancuso e mi godo gli abbracci e le carezze di mia figlia.