Un weekend fra i cavalli

La gioia essenziale di stare con i cavalli è il mettersi a contatto con i rari elementi di grazia, bellezza, spirito e fuoco.
Sharon Ralls Lemon

Riflessioni sparse sul fine settimana al Circolo Ippico di Sanremo

La storia nella storia è così: la passione per i cavalli ce l’ha prima di tutto mia figlia. A due anni ha visto Spirit – Cavallo selvaggio, un film meraviglioso, che vi consiglio, con una splendida colonna sonora di Bryan Adams, e nella versione italiana di Zucchero, e non ce n’è più stato per nient’altro: acquistiamo quasi esclusivamente cavallini di ogni colore, foggia e dimensione, guardiamo solo video e cartoni animati… equini. Passione per altro non certo fugace: va avanti ormai da più di un anno. Con me e mio marito divertiti e stupiti da tanto ardore perché nella nostra vita mi pare avessimo fatto una sola passeggiata a cavallo circa otto anni fa: un’esperienza bellissima fra i boschi del Roero, cui però all’atto pratico non avevamo mai dato seguito.

Questo è per noi emblematico di tutto quello che Prisca ci sta regalando e che non ci saremmo mai aspettati: mondi cui non ci eravamo affacciati, oltre alle scoperte quotidiane in cui lei tenendoci per manina ci guida con gioia e profondità.

In questo anno a tutto cavallo abbiamo iniziato a frequentare il maneggio Nuova Nor.D. di Magliano Alfieri, incontrando persone splendide come Sandra e suo figlio Francois. La scorsa settimana, per curiosità, avevamo chiesto loro se fossero in programma appuntamenti interessanti nella zona; risposta: il Gran Premio internazionale questo fine settimana a Sanremo. Che vuoi fare, non andarci?

Così siamo partiti per un weekend da cui non sapevamo che cosa aspettarci e siamo tornati stanchissimi e arricchiti come non avrei neanche potuto immaginare.

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Ecco i miei due Cosentino al mattino impegnati a tifare per Spinelli

Cosa ho imparato e su cosa sto meditando:

  1. alle gare di cavalli è pieno di… cani (troppo simpatici! Di tutti i tipi: dal bassethound a una specie di chupacabra…)
  2. il cavallo baio è marrone (con la criniera scura)
  3. il tempo passa più velocemente se guardi la vita vera anziché lo smartphone
  4. i risultati nella vita – e nello sport – sono frutto di applicazione; anche detto l’impegno e l’applicazione portano a dei risultati
  5. questo mondo cui mi sono per ora solo affacciata è al contempo elegante e spartano: un mix intrigante
  6. i cavalieri e le amazzoni sono di tutte le età, maschi o femmine, e cavalcano cavalli maschi o femmine: c’è spazio per tutti

Infine, sospettavo che mia figlia fosse un portafortuna, perché per noi è come una minuscola coccinella, ma la soddisfazione di assistere alla vittoria del “nostro” giovane cavaliere è stata così incredibile da lasciare senza fiato.

Domani in edicola su Gazzetta d’Alba trovate la mia intervista al campione Francois Spinelli.

Spinelli
Un momento della premiazione

A me non resta che studiare, perché continuo a sapere pochissimo di questo mondo: razze, misure, tipi di competizioni, storia. Che magia quando ti si spalanca un mondo nuovo: meglio essere grata e non opporre resistenza.

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#ObiettivoDiploma: il viaggio volge al termine

Gli esami di maturità si avvicinano e il viaggio di Gazzetta d’Alba con #ObiettivoDiploma negli istituti superiori della città volge al termine. Qui trovate le video testimonianze dei ragazzi dell’APRO che proprio oggi sono impegnati negli esami per conseguire la qualifica:

Qui invece ecco i maturandi dell’Istituto Umberto I, l’Enologica.

Domani in edicola le interviste complete.

L’età dell’oro dei blogger. Ciao Sandra!

Ho aperto il mio primo blog nel lontano 2004; è lontano probabilmente più nella percezione che temporalmente, perché la rete è cambiata in modo radicale, e oggi voglio ricordare un tempo che per me è stato una vera e propria età dell’oro. In quel periodo piattaforme con Blogspot creavano contatti fra i blogger, che per altro erano pochissimi: un’epoca magica in cui tutto ciò che ci consentiva di connetterci online ci sembrava meraviglioso e foriero di possibilità inimmaginabili. Le persone che iniziavano a popolare la rete avevano un sincero desiderio di farsi conoscere e di divertirsi; poi a volte nasceva anche quello di incontrarsi. I blog erano animati dai commenti reciproci, in accordo o in disaccordo ma sempre corretti ed educati, animati da spirito di confronto; quasi non esistevano troll o flamer. Ci scambiavamo piccoli “premi” virtuali o immagini infantili perché alla base c’era veramente la voglia di conoscere altre persone e in qualche modo di giocare e darsi benessere l’un l’altro; non c’erano di mezzo questioni economiche o aspirazioni al guadagno. Vi garantisco: non è un sogno o un’allucinazione ma realmente quello che è stato per me il fenomeno blog per alcuni anni, e lo possono confermare molte persone con cui sono ancora in contatto.

Uno dei momenti più belli che ricordo di quel periodo è stato un incontro fra blogger, come allora se ne organizzavano piuttosto spesso, a Sant’Arcangelo di Romagna: abbiamo visitato il Museo del bottone e poi siamo andati insieme a pranzo, per altro tutti un po’ sconcertati perché nella notte avevamo vissuto in prima persona la difficile esperienza del terremoto in Emilia-Romagna.

Col tempo dai blog ci siamo riversati sui social network e quel mondo è andato sparendo: sono rimasti gli aggiornamenti periodici da queste persone, con cui prima c’era un rapporto di aggiornamento quotidiano online sulle nostre vicende, ora invece regolati dall’algoritmo.

Ecco, io ieri proprio da Facebook ho saputo che una delle persone che ho frequentato online quotidianamente per anni, e che ho incontrato a Sant’Arcangelo insieme a suo marito e ad altri amici blogger di allora, se n’è andata. Una persona con cui ho chiacchierato e sorriso, che ho stimato, che nel suo spazio virtuale ha messo in mostra le sue grandi doti umane e creative, sempre condite con l’ironia. Sandra, per me quel tempo bello è volato via con te, e, come te, mi mancherà.

Tree and sky

“Essere… basso”: un pezzo di storia della musica raccontato da Guido Guglielminetti

Sabato sera, in occasione del concerto di Filippo Andreani – bravissimo, bravissimo – al festival Cantautori d’Italia, ho avuto l’opportunità di conoscere un eccelso musicista come Guido Guglielminetti, che del disco di Andreani, Il secondo tempo, è produttore.

Insieme ai ricordi di una serata speciale, intima, bagnata dalla pioggia e dalle lacrime scese copiose fra il pubblico mentre il cantautore interpretava brani come Il cielo di Superga, Gigi Meroni e le due magiche canzoni dedicate alle figlie – che dono, gli dicevo durante la serata, saper toccare le corde del cuore… -,  mi sono portata a casa una copia autografata del libro di Guglielminetti, Essere… basso. Piccole storie di musica, pubblicato da L’Argo Libro.

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La copertina mi piace da pazzi: è un disegno di Guido Guglielminetti che rappresenta Il Lumaco

Ciò che mi ha colpita durante la lettura è una certa deliziosa naturalezza, – nell’affrontare il racconto di anni di carriera al fianco di mostri sacri come Lucio Battisti, Adriano Pappalardo, Ivano Fossati, Mina, Umberto Tozzi, Mia Martini, Loredana Bertè, Marcella Bella, Anna Ora, Luigi Grechi, Francesco De Gregori. La sottile ironia e l’umiltà che ho scoperto nella persona, le ho ritrovate nel libro che prendendo lo spunto da aneddoti e situazioni che ben descrivono l’essenza dei personaggi, narrano anche di epoche, di situazioni, di come fare musica.

Una lettura veloce – sono poco più di cento pagine -, imperdibile non solo per chiunque desideri aprire uno spiraglio di curiosità verso i protagonisti ma oserei dire anche per tutti coloro che vogliono approcciarsi al mondo della musica: nascosti sotto un velo di leggerezza, tra le righe, emergono gli spunti e una chiarezza di visione sul mondo musicale che solo una grande esperienza può dare.

Qui trovate più informazioni sul Lumaco, cui è dedicata l’appendice del libro

Qui potete acquistare il libro direttamente sul sito dell’editore